Personalmente non sono contrario all’uso, scrivendo in italiano, di vocaboli o locuzioni inglesi o di altre lingue, purché, ovviamente, non si ecceda e si rimanga entro i limiti del buon senso e del buon gusto. Del resto ci sono ormai termini e locuzioni che sono stati assimilati nell’italiano e che sarebbe illogico espungere. Per esempio se io dicessi «ieri ho visto una pellicola occidentale» nessuno mi capirebbe, mentre se dico «ho visto un film western» tutti sanno di che cosa stia parlando.
Ci sono però due condizioni che si dovrebbero tenere presenti:
- in italiano non deve essere in uso l’espressione equivalente
- l’espressione straniera deve essere usata correttamente.
Recentemente si è molto diffusa la locuzione inglese “happy end”, che mi sembra non soddisfi nessuna delle due condizioni: sia perché in italiano esiste la locuzione “lieto fine”, sia perché, se proprio si vuole usare l’inglese, si dovrebbe dire “happy ending”.
Altra parola inglese che ha trovato molta fortuna in Italia è “suspense” nell’accezione di “ansiosa attesa” (in genere di un risultato desiderato o temuto): e fin qui nulla di male. Ma spesso in TV la si sente pronunciare */sàspens/ oppure */suspàns/ (forse ritenendo che sia francese), quasi mai con la prouncia corretta /sɘ’spens/ (simboli IPA, accento tonico sull’ultima sillaba).
Tag: inglese