Archivio per Febbraio 2008

Lo scisma d’Inghilterra

Febbraio 3, 2008

 

Enrico VIIIUn lettore del Corriere della Sera, riferendosi alla contesa tra Enrico VIII e il papa Clemente VII, scrive che «per un capriccio di Enrico VIII, vi è stato uno scisma che ancora non si ricuce.»

In realtà il re avrebbe potuto benissimo tenersi Anna Bolena come amante,  comportamento consueto secondo i costumi del suo tempo. Ma Enrico voleva un erede maschio legittimo per assicurare all’Inghilterra una successione indiscussa, evitando, dopo la sua morte, una guerra civile. Inoltre, come sostiene lo storico inglese Trevelyan nella sua «History of England», il rifiuto opposto dal papa a sciogliere Enrico dal vincolo matrimoniale non era dovuto a scrupoli morali (sacralità del matrimonio, indissolubilità dello stesso): poco prima il papa aveva concesso lo scioglimento del vincolo alla sorella di Enrico, Margherita, regina di Scozia, con un pretesto assai meno giustificabile; e i suoi predecessori avevano sciolto il matrimonio di sovrani come Luigi XII di Francia, per nessun altro motivo che la ragion di Stato.»    Scrive ancora Trevelyan: «A Enrico sembrò intollerabile che gli interessi dell’Inghilterra dovessero dipendere, tramite il papa, dalla volontà dell’imperatore (Carlo V), e finì per rendersi conto di ciò che molti Inglesi avevano già chiaro da tempo: che l’Inghilterra, se voleva essere veramente una nazione, doveva ripudiare una giurisdizione spirituale formulata dai suoi nemici. Lo spirito nazionalistico inglese ormai adulto, si chiedeva perché dovessimo andare a cercare all’estero le nostre leggi, matrimoniali o religiose che fossero.»   

Come si vede, tutt’altro che un capriccio: personalmente la figura di Enrico VIII non mi è per niente simpatica, tuttavia debbo riconoscere che in questo caso egli fece l’interesse del suo paese, sottraendolo all’ingerenza della Chiesa. 

Diffidate dell’asterisco

Febbraio 1, 2008

Nella pubblicità è da tempo invalso l’uso di mirabolanti annunci di prodotti o servizi a prezzi molto convenienti, in fondo ai quali però compare un piccolo asterisco, che rimanda a una noticina, spesso quasi nascosta e comunque difficile da trovare, scritta in caratteri piccoli o piccolissimi, su uno sfondo colorato che ne rende disagevole la lettura, spesso di traverso e inserita nelle posizioni più strane e difficili da trovare; detta noticina quasi sempre si può tradurre nella frase: «quanto scritto prima dell’asterisco non è vero».

            La società telefonica XX annuncia un’eccezionale riduzione del costo della telefonata? Ecco che l’asterisco rimanda a una nota che dice per es.: «Esclusa IVA, escluso l’addebito alla risposta, escluse le telefonate nelle ore a tariffa intera, esclusi i collegamenti Internet e così via escludendo». In altri termini: “non è vero che il costo è quello indicato”.

            La compagnia aerea YY annuncia convenienti tariffe per i voli Milano – Londra e ritorno? Il terribile asterisco rimanda, se la trovate, a una nota che recita: «Solo nei week-end, purché il soggiorno sia di almeno tre giorni, esclusi i periodi di alto traffico, solo per i primi 10 che prenotano, solo se il biglietto viene acquistato almeno 14 giorni prima della partenza, solo se c’è disponibilità di posti ecc. ecc.» con tutta una serie di condizioni che escludono di fatto la possibilità di usufruire della tariffa indicata.

            Si può obiettare: cosa c’è di male se certe promozioni vengono sottoposte a condizioni? Risposta: correttezza vorrebbe che le condizioni limitative venissero esposte insieme con il testo principale, con gli stessi caratteri e con l’importo finale già calcolato (cioè IVA ed eventuali altre tasse comprese).

            In conclusione un consiglio: se un annuncio ha l’asterisco, diffidate.